Parliamo di Lilly Reich

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Oggi parleremo di Lilly Reich, designer tedesca del secolo scorso che affiancò il ben più famoso Mies van der Rohe in diversi suoi progetti. Nonostante la loro collaborazione duratura, ancora oggi non sono in molti a conoscerne il nome. Lilly Reich fu anche la prima donna a entrare nel direttivo del Deutscher Werkbund

Cos’è il Deutscher Werkbund? La “Lega tedesca artigiani” fu un’associazione tedesca fondata a Monaco di Baviera nel 1907. Lo scopo era quello di saldare la cesura tra industria e arti applicate avvenuta nel corso dello straordinario sviluppo economico dell’epoca, proponendo una nuova cultura del lavoro industriale nella quale, per ogni progetto, dovevano essere analizzati i costi di produzione, la qualità artigianale, le modalità ed i tempi di produzione, cercando di coniugarli con le politiche aziendali. 

Lilly Reich, nata a Berlino nel 1885, contribuì alla progettazione di alcuni tra i più eleganti oggetti d’arredo del Novecento, divenuti poi delle icone del design, e a quello di straordinari interventi di interni. Da diversi anni è in corso una faticosa ricostruzione di tutti i progetti ai quali contribuì, ancora oscurati dal grande nome del suo partner Ludwig Mies van der Rohe. Lilly Reich è stata una pioniera nella storia del design e dell’allestimento fieristico, nella Germania degli anni Venti fino al 1937, quando l’ascesa del nazismo le impedì di proseguire a progettare liberamente.

Nel 1922 Lilly Reich è la prima donna a capo della Deutscher Werkbund a ricoprire un ruolo decisionale nelle scelte tematiche dei prodotti da esporre, nei loro allestimenti e nella progettazione degli stands. Lilly diventa sia designer che imprenditrice e, durante la Prima guerra mondiale, apre uno show room dove vende i tessuti e i vestiti da lei ideati. Alla Fiera Internazionale di Francoforte del 1926, Lilly allestisce il processo di produzione della lana e del cotone collocando le materie grezze al centro dell’esposizione discostandosi dalla prassi in voga nelle fiere fino a quel momento.

Proprio in quell’anno inizia la relazione con Mies van der Rohe, relazione sentimentale oltre che lavorativa. Nasce anche la sedia Weissenhof (chiamata anche MR10 e MR20), progettata da Lilly Reich con l’idea brillante di accostare vimini e metallo tubolare. Nel 1929 Mies van der Rohe realizzò il Padiglione della Germania all’Expo di Barcellona ed i suoi arredi. La famosa poltrona Barcelona è stata tradizionalmente attribuita a Mies, ma è certo che ci lavorarono entrambi e che il contributo di Lilly Reich fu fondamentale. La collaborazione con Mies proseguì con gli arredi e gli interni della villa Tugendhat a Brno (1930), uno dei capisaldi dell’architettura del XX secolo. Negli anni della loro unione, Mies si occupò prevalentemente della parte architettonica, lasciando a Lilly quella relativa al design di interni.

Quando Mies la chiamò alla Bauhaus (famosissima scuola di arte e design tedesca) nel gennaio del 1932, Lilly aveva 47 anni e una lunga esperienza nel campo della moda, del design di interni e dell’arredamento. Pur collaborando attivamente, entrambi mantennero separati i rispettivi studi. Due anni dopo che Mies van der Rohe assunse la direzione della Bauhaus, Lilly Reich venne nominata istruttore capo sia del laboratorio di tessitura sia di quello di interior and furniture design, che si occupava della progettazione di mobili. Lilly Reich gestiva anche gran parte dell’amministrazione quotidiana della Bauhaus al posto di Mies. Il suo incarico fu di breve durata poiché i funzionari nazisti costrinsero la Bauhaus a chiudere nell’estate del 1933, ma il ruolo di Lilly nella vita di Mies proseguì ancora per qualche anno, fino al suo trasferimento a Chicago nel 1938. A quel punto lui la escluse completamente dalla sua vita, non chiedendole di seguirlo negli Stati Uniti (per non destare scandali essendo già sposato) e i due non si videro più.

Durante la guerra Lilly Reich riuscì a mettere in salvo 3000 disegni di Mies e 900 suoi, consegnandoli all’amico Eduard Ludwig affinché li nascondesse. Non si salvò, invece, la documentazione che Lilly aveva tenuto con lei, che andò distrutta nel 1945. I disegni rimasero inaccessibili per decenni dopo la guerra, e Mies fu finalmente in grado di negoziare la loro uscita dalla Repubblica Democratica Tedesca solo nel 1964, diversi anni dopo la morte di Lilly Reich avvenuta nel 1947. Poco prima della sua morte, nel 1969, Mies donò la serie di disegni al Museum of Modern Art di New York.

Fu, chiaramente, più di una coincidenza che l’evoluzione e il successo di Mies nella progettazione di arredi fosse iniziata contemporaneamente alla sua relazione con Lilly Reich ed è un peccato che ancora oggi la sua storia sia offuscata dal nome del suo partner. 

Consigliamo vivamente l’ascolto del podcast su Spotify “Dannati architetti” in cui vengono raccontate le vicende di diversi architetti storici. Proprio all’interno della puntata riguardante Mies van der Rohe viene approfondito il suo rapporto con Lilly Reich.